The Whole World's Dancing
LA FEBBRE DEL SABATO SERA
Una febbre, quella del sabato sera, estremamente contagiosa
con un quadro sintomatico assai evidente: stati frequenti e
ripetuti di ballo compulsivo di gruppo con alterazione dei
freni inibitori, alterazione e riduzione del sistema
immunitario nei confronti di ogni tipo di divertimento di
massa a colpi di disco-music, travoltismo-imitativo, ossia
partecipazione a qualunque tipo di gara di ballo. Il merito
(o demerito) di questa sindrome dal decorso assolutamente
privo di conseguenze fu di un “modesto” film diretto,
dall'allora sconosciuto John Badham e interpretato
dall'ancor più sconosciuto John Travolta. 'La febbre del
Sabato Sera” apre i botteghini nel 1977, riscuotendo un
improvviso successo negli Stati Uniti, a seguire in tutta
Europa e nel resto del globo. L'era della discoteca, come
luogo preposto al divertimento collettivo, aveva già
raggiunto l’apice, mentre la disco-music, già da qualche
anno, era padrona incontrastata del mercato discografiche:
da tempo, i nomi di Donna Summer, Cerrone, Ritchie Family,
Silver Convention, Gloria Gaynor, Barry White, MFSB, The
Trammps, Village People e molti altri tenevano banco nelle
charts e nelle piste di mezzo mondo. II terremoto era già in
atto sotto terra e nelle viscere delle piste da ballo,
dunque il film di Badham fu solo l’elemento scatenante,
colpendo in pieno l'immaginario collettivo, poiché nessuno
aveva mai pensato, prima, alle discoteche come dei luoghi
dove si gareggia, a dei posti in cui si va vestiti con
giacca e pantalone bianco, si beve e, qualche volta, ci si
può anche sballare. Il Tony Manero di John Travolta (doppiato
da Flavio Bucci) era un personaggio speciale, non il figlio
della borghesia, che va nelle discoteche per rimorchiare la
ragazzina di turno, ma l'onesto operaio che vive una realtà
lavorativa e familiare non proprio esaltante, che cerca
nella discoteca, nel ballo, un aiuto per distrarsi, per
sfogare i tormenti interiori. La febbre del sabato sera è,
forse, il film che incarna maggiormente lo spirito che
aleggiava negli anni settanta. Il plot narrativo si dipana
intorno alla vita di un gruppo di giovani dell' epoca. Tony
Manero, con un padre disoccupato ed un fratello prete, che
presto rinuncerà ai voti, interpreta un giovane squattrinato
che lavora come commesso in una ferramenta e vive in un
sobborgo di New York. Il ballo sembrerebbe la sua ragione di
vita, forse il suo riscatto sociale: al sabato sera, quando
si scatena in pista, il commesso Tony, costretto ad
elemosinare un anticipo sulla paga per comprarsi una camicia
nuova, diventa il re della discoteca 2001: tutte le ragazze
impazziscono solo a vederlo ed egli gode del rispetto di
tutti. Durante le visite in discoteca, conosce Stephanie,
che al contrario è una ragazza istruita e di alto ceto
sociale: una persona che sa ciò che vuole. Nonostante le
differenze, i due si avvicinano e iniziano una preparazione,
più o meno, regolare per la partecipazione al concorso di
danza della discoteca. Con qualche difficoltà, e grazie alle
simpatie del pubblico, riusciranno a vincere la gara (pur
non avendolo davvero meritato). Celebre rimane il ballo tra
Stephanie e Tony, quest'ultimo vestito con pantaloni "a
zampa" bianchi, giacca bianca, gilet bianco e camicia scura,
sulle note di "More than a woman" dei Bee Gees. Lo stile di
vita del gruppo di amici, caratterizzato da machismo e da un
forte spirito di concorrenza, porterà fatalmente alla morte
di uno di loro, il giovanissimo Bobby C., apparentemente il
più equilibrato di tutti, ma molto disprezzato per la
giovane età, le origini ispaniche e un palese benessere
familiare (pur essendo il più giovane del gruppo è l'unico
ad avere una lussuosa macchina). L'esperienze di vita
porteranno il protagonista a rivedere l'atteggiamento
superficiale adottato all'inizio della vicenda. Storiche le
sequenze di ballo arricchite da canzoni altrettanto famose
degli anni settanta, tra cui spiccano notevolmente quelle
scritte e interpretate dai Bee Gees (“Stain' Alive”, “Night
Fever”, “You should be dancing”, “More than a woman”, “How
deep is your love”). Di un certo, d’effetto sono alcune
scene girate presso il ponte di Verrazzano. La storia,
inoltre, affronta tematiche serie,legate a taluni problemi
giovanili, tuttora attuali, come l'uso di stupefacenti nelle
discoteche e la violenza tra bande di quartiere. La
“Saturday Night Fever”, fu una rivoluzione, sia pure
annunciata, ma in grado di innescare inediti meccanismi di
natura sociale e commerciale: dovunque, il “Travoltismo” si
diffuse a macchia d’olio. Pochi hanno avuto tanti imitatori
come il “Tony Manero del sabato sera”: se ne videro di ogni
fatta ed in ogni dove, naturalmente nessuno sapeva ballare
bene come l'originale; molti, però, approfittarono della
somiglianza e della conoscenza di qualche passo di danza,
riuscivano a conquistare giovani cuori femminili. Un'altra
rivoluzione fu rappresentata dall’eccezionale colonna sonora,
soprattutto per il record di vendite: si parla di oltre 30
milioni di copie vendute. I Bee Gees, dopo una carriera che
sembrava quasi alle ultime battute, lanciandosi nel
ballabile allo stato puro, ritrovarono una forte credibilità
commerciale, tanto che la loro carriera prese, nuovamente il
volo: “Night fever” è considerato, a tutt’oggi, uno dei
pezzi più belli che le discoteche abbiano mai proposto. I
Bee Gees divennero immortali, ma non fu lo stesso per
Travolta. Dopo aver ballato e cantato l'anno successivo in
"Grease", John cadde nel dimenticatoio, precipitando in una
lunga e profonda crisi. Dopo un periodo di transizione,
durante il quale interpretò qualche mediocre filmetto, egli
comprese che per tornare sugli schermi in pompa magna, non
gli restava che una sola strada da percorrere: imparare a
recitare sul serio, poiché il ballo da solo non sarebbe più
stato sufficiente. Finalmente, il suo ritorno alla grande
con Tarantino in “Pulp fiction” ed, a seguire, una lunga
serie di pellicole di successo, che ne fanno oggi, uno degli
attori più pagati di Hollywood. In molti ancora quando lo
vedono sullo schermo, con quel suo sguardo da eterno
fanciullone e gli occhi vitrei, non possono far a meno di
sperare che, da un momento all'altro, alzi al cielo l'indice
della mano destra e riprenda i passi e il ritmo di “Stayin’
Alive”.
LA FEBBRE DEL SABATO SERA / SATURDAY NIGHT FEVER
Anno: 1977
Nazione: Stati Uniti
Durata: 119 m
Regia: John Badham
CAST
John Travolta
Karen Lynn Gorney
Barry Miller
Joseph Cali
Bruce Ornstein
COLONNA SONORA
"Stayin' Alive", Bee Gees, durata 4'45"
"How Deep Is Your Love", Bee Gees, 4'05"
"Night Fever", Bee Gees, 3'33"
"More Than a Woman", Bee Gees, 3'17"
"If I Can't Have You", Yvonne Elliman, 3'00"
"Symphonie No 5" (originale di Beethoven), Walter Murphy,
3'03"
"More Than a Woman", Tavares, 3'17"
"Manhattan Skyline", David Shire, 4'44"
"Calypso Breakdown", Ralph MacDonald, 7'50" (*)
"Night on Disco Mountain", David Shire, 5'12"
"Open Sesame", Kool & the Gang, 4'01"
"Jive Talkin'", Bee Gees, 3'43" (*)
"You Should Be Dancing", Bee Gees, 4'14"
"Boogie Shoes", KC and the Sunshine Band, 2'17"
"Salsation", David Shire, 3'50"
"K-Jee", MFSB, 4'13"
"Disco Inferno", The Trammps, 10'51"
JOHN TRAVOLTA
L’UOMO CHE DIFFUSE IL VIRUS DELLA FEBBRE.
(Come la stampa e gli intellettuali e i Vip
parlarono di lui alla fine degli Anni ’70)
"Un giorno il mondo si è fermato a guardarmi ed io
ho capito di aver vinto". Questo è quanto John
Travolta disse a commento del successo ottenuto con
"La Febbre del Sabato Sera". Attore italo-americano
di grande talente, Travolta ha scontato con forte
isolazionismo il successo della "Febbre" e di
"Grease". Dopo i fasti di quegli anni, Hollywood
sembrava volerlo dimenticare, fino a quando Quentin
Tarantino non ne ha fatto nuovamente una celebrità
con Pulp Fiction. Travolta è stato comunque un
fenomeno studiato da a vari livelli. Ecco quanto si
scriveva di lui sul calare degli anni ’70….
"Travolta ha certamente cambiato lo stile della
passionalità cinematografica: basta coi baci tra
bocche enormi e succhianti, bas.ta vestiti strappati
e nudità attorcigliate. Completamente vestito, a lui
basta muovere il corpo ballando, gettare le braccia
di qua e di Là per rappresentare il nuovo ideale
romantico, il vero grande amatore, da mangiarsi
soprattutto con gli occhi, senza toccano". (Natalia
Aspesi, giornalista. Da, La Repubblica).
"Dall'America arrivano miti a getto continuo, quello
di John Travolta è il più recente: il tempo
s'incaricherà di dire se e quanto sia effimero, oggi,
intanto, è un mito potente e affascinante per
milioni di giovani" (da, La Città Futura).
"... e Travolta creò il mondo..., come per tutte le
creazioni lasciamo al giudizio universale la
sentenza sul travoltismo" (da, Lotta Continua).
" È qualcosa di assolutamente diverso. Me lo
aspettavo montato, un po burino e invece mi sono
trovata a fianco per tutta la serata un vero
gentleman, solo un po' ingenuo. Hanno detto che tra
di noi c'è stato un flirt, ma non è vero, anche se
io un pensierino ce l'avevo tatto". (Dichiarazione
di Bianca Perez-Moreno, moglie 'divorziata' di Mick
Jagger. Da, Attualità Extra).
"Travolta è un James Dean degradato che contiene in
sé, e anche fisicamente, un briciolo di Jerry Lewis
". (Alberto Farassino, critico cinematografico. Da,
La Repubblica).
"Quando cammina con quel passo che lo fa
assomigliare ad una pantera, morbido e ritmico nello
stesso tempo, le donne impazziscono. E poi come
balla, come balla!". (Raquel Welch. Da, Tutto).
"John ha una paura matta delle donne. Quando, per
esigenze di copione, era costretto a ballare corpo a
corpo con me, veniva colto da autentiche crisi di
nervi, da mancamenti improvvisi, da nausee
inspiegabili. Portare a termine quelle scene, con
lui in quelle condizioni, è stato un martirio!".
(Olivia Newton-John, partner di Travolta nel film
Grease. Da, Grand Hotel).
"Travolta è un carattere uomo-femmina, bisessuale.
Esercita una attrazione sugli uomini e sulle donne,
è un simbolo di erotismo in generale". (Edward
Shorter, professore dell'Università di Toronto e
autore del saggio Famiglia e Civiltà. Da, Oggi).
"Così, con la febbre del ballo, 'che simula e
sostituisce l'atto dell'accoppiamento', John
Travolta è l'uomo giusto da sognare per milioni di
donne spaventate, annoiate e deluse. D'altra parte
chi l'ha detto che un sex symbol debba essere per
forza un maschio superdotato e un grande amatore?
Rodolfo Valentino non lo era. Infatti Travolta si
secca quando lo paragonano a lui". (Ornella Ripa,
giornalista. Da, Gente).
"È un po' primitivo, ma pure... potrei adorano".
(Marisa Berendson. Da, Eva Express).
"Travolta ha due ossessioni: quella di ingrassare e
quella di diventare calvo". (Da, Gente).
"In uno stesso pomeriggio di domenica ho visto
Grease in un cinema di Beverly Hills dove c'erano
venti persone in tutto; e poco prima di colazione,
ecco Travolta che mangiava con una donnina modesta e
manageriale al Polo Lounge, inosservato e
indisturbato benché il ristorante fosse pieno non
solo di residenti e stanziali, ma anche da tanti
turisti americani che la caduta del dollaro respinge
dall'Europa e sospinge in California. Fa, insomma,
un po' sorridere che sia stata indispensabile la sua
autorizzazione, impartita agli italiani e
amplificata dal nostro provincialismo, perché i
giovani riprendessero dopo tanti anni a ballare
senza troppo 'colpevolizzarsi'; e dietro i giovani,
come sempre in ritardo sulla realtà e sui fatti, la
solita coda ' dei sociologi e ideologi e giovanologi
e saggisti, a portare in processione la Spiegazione
del Fenomeno e il Contributo al Dibattito...".
(Alberto Arbasino, scrittore. Da, La Repubblica).
"Può sembrare irriverente chiedersi se per il nostro
sistema politico il 1978 sia stato l'anno di Aldo
Moro oppure di John Travolta. Il ' travoltismo' è
diventato un termine sociologico. Il nostro
sociologo più noto, Franco Alberoni, ha parlato di
passaggio dei giacobini da Marcuse a John Travolta;
è chiaro che in questo nuovo contesto il sessantotto
è ormai sepolto e alternativa e compromesso storico
sono problemi del tutto remoti... Il ritorno al
ballo è anche un rifiuto della politica che assume
il volto tragico della lotta armata. E non è un caso
che tra la primavera di Moro e l'autunno di Travolta
vi siano state le polemiche estive sui suicidi dei
giovani della nuova sinistra... Se la generazione
del beat nell'Italia in sviluppo ha prodotto le
occupazioni delle università e i cortei, la
generazione travoltista potrebbe trovare un futuro
interesse politico nell'Italia stagnante, attraverso
comportamenti di cui è difficile prevedere la
portata". (Giorgio Galli, poìitologo. Da, La
Repubblica).
" Né con la tammuriata, né con i Bee Gees! ". (Da,
Lotta Continua).
"Franco Berardi detto Bifo si è accanito contro gli
intellettuali che si lamentano perché non c’è più
niente da dire, mentre dal '77 ad oggi sono successi
fatti molto grossi, non registrati ma che vanno
detti con tono di voce molto forte. Bifo ha spiegato
di che fatti si tratta: Penso soprattutto alla
Febbre del sabato sera, alla demenza di massa, allo
scatenamento della parte rispetto al tutto che
impedisce il ricostruirsi di ogni totalità ".
(Franco Berardi al Convegno della " Cooperativa
Scrittori ". Dal, Manifesto).
"Adesso c'è da capire questo nelle notti vive e
confuse di Milano:il danzatore è politico? Oppure:
la discoteca è fascista o è popolare? Le notti
romane sono stanziali e contemplative, la gente è
seduta ai soliti posti e si guarda. Le notti
milanesi sono percorse da tribù transumanti di
giovani, in arrivo da Gorgonzola o da Corsico, che
vogliono ballare, vestiti un pò da matti e che
incrociano, evitano, reincontrano tribù cittadine di
cinefili, di birristi, di picchiatoni rossi, di
picchiatoni neri, di socialisti avviati ai circoli
di cultura, di punk arrivati da Quarto Oggiaro o dal
Giambellino... Aprire una discoteca o no? Per ora i
dirigenti del MLS, " movimento lavoratori per il
socialismo ", hanno detto no al ballo, proibito il
dibattito su John Travolta, restando fedeli
all'agriturismo sui Ticino, ma il problema si pone:
se il danzato convive con il politico, si può
ignorano? ". (Giorgio Bocca, giornalista. Da, La
Repubblica).