The Whole World's Dancing

Ciò che per assume rilevanza ( anche oggi) è il ripetersi degli stessi riti, da quasi quarant’anni, in ogni discoteca di questo pianeta.
In un solo anno (tra il 1977
ed 1978), la Disco balzò alla ribalta, emergendo dai garage
di provincia e trasformandosi in un industria internazionale
del divertimento, in una forma di ricreazione in concorrenza
con i più dispendiosi svaghi, politica inclusa. Sulla scia
di questo successo mondiale, intellettuali illuminati,
sociologi, politici, musicologi, femministe s’impegnarono
assiduamente nella ricerca di una disco-filosofia, di una
teoria della discoteca, di una formula omnicomprensiva con
maggiore o minore successo. Indicativo fu il manifesto,
decisamente psichedelico e vagamente new-age , steso dalla
rivista americana Discoworld, sul numero di gennaio del
1978:
“Il sangue congelato ritorna lentamente a scorrere nelle
vene. I movimenti sono rotti dal lampeggiare delle luci
stroboscopiche. Im-magini virtuali, qualche dolce
allucinazione. I corpi sono in moto, i muscoli respirano.
L'energia fluisce. I minuscoli danzatori roteano e si
attorcigliano. La musica diventa sempre più alta, raggiunge
livelli mai sperimentati prima, va oltre ogni possibilità.
Si abbatte sui minuscoli danzatori. Non c'è nessun futuro,
né alcun passato. Esiste solo il presente: e i danzatori si
muovono insieme come pezzi di un puzzle. Non c'è salvezza
per nessuno, per questo è l'unica salvezza. Sempre più su, i
minuscoli danzatori roteano e si attorcigliano in un gaio
girotondo d'evasione e d'amore. Nelle discoteche, la gente
ritorna al proprio corpo. È una fase di un processo
rivoluzionario. Quando i muscoli sono in tensione, lo è
anche la mente. Noi siamo così tesi che possiamo anche
scoppiare. Chi ha bisogno degli stress di questa società?
della castrazione? Chi vuole essere strangolato dalla
tensione? Le nostre energie elettriche e le libere
espressioni sono sovente considerate cose disonorevoli. Se
continuiamo a ritenere il nostro corpo essenzialmente uno
strumento di lavoro, lo priviamo di ogni sensazione e di
ogni sentimento. La Disco è parte della generale esigenza di
riappropriazione del corpo per dargli nuova vita. Se vi
muovere sa una pista di discoteca in mezzo ad una enorme
massa di persone, alla ricerca di flashes di estasi, ma i
vostri passi e i vostri movimenti sono meccanici, non farete
un uso Ottimale delle vostre potenzialità e non giungerete
ad una consapevolezza dei vostri sentimenti più intimi. La
danza, nel suo significato tradizionale e sacro, consiste in
un'evocazione, individuale e collettiva insieme, delle
energie nascoste del cosmo, è il ritmo stesso della vita. La
creazione dell'universo fu la grande danza primordiale.
Questo è il motivo per cui la danza è stata una delle prime
arti a svilupparsi. Simbolicamente, nella danza si
rappresentano le forze della creazione. Liberando il fuoco
interno; si raggiunge una perfetta sintonia con la
pulsazione universale. Nonostante il movimento
back-to-the-body, la nostra cultura è sostanzialmente anti-danza.
La mente e il corpo, i sentimenti interni e la coscienza
divina sono stati separati. La Disco è proprio un tentativo
di ricomporre in un'unità questi quattro dementi, non è un
futile divertimento, ma una scelta di vita, che privilegia
la ricerca della liberazione della mente attraverso quella
del corpo. Guarda al tuo corpo come ad una sorgente di
straordinarie avventure, maggiore sarà la tua consapevolezza
e maggiore sarà il raggio delle tue esperienze, il tuo corpo
è costruito grazie ad un'abile fusione di energie, se sai
riconoscerle allora puoi ricondurle alla matrice costituita
dalle forze cosmiche, Questo era l'intento delle danze
rituali degli antichi. Cerca di identificare e annotare
mentalmente ogni sensazione, durante il movimento. Gli altri
corpi possono essere visti come ulteriori centri di forza, e
si acquista consapevolezza della collettività attraverso la
conquista della coscienza individuale. La Disco Music
menziona spesso la parola amore. Questa volta cerca di
vivere l'amore. Apri il tuo cuore verso tutti quelli che ti
circondano e verso il mondo. Ricorda che un ballerino con
atteggiamenti aggressivi inquina la pista della discoteca.
Ogni persona ha uno stile unico. Ricorda: se in questo
momento stai ballando è per sentirti libero, felice. Se
passi la maggior parte del tuo tempo nell'imparare movimenti
ed espressioni codificati, non raggiungerai più il tuo scopo,
diventerai un’automa e sciuperai il tuo potenziale. La Disco
è uno stile di vita: non è solo parquets illuminati,
caleidoscopi e ritmi pesanti. La Disco comincia e finisce
con te e con la tua ricerca della pulsazione cosmica. Così,
divertiti!”
PSICO-SOCIOLOGIA DELLA DISCOTECA ANNI 70
(Considerazioni fatta nel 1979 da un giovane
musicista emergente)
Perché questo bum (o boom?) delle sale da ballo?
Tralasciamo subito le varie argomentazioni di stampo
psicologico tradizionale e veniamo al dunque. La
discoteca è ormai l'unico veicolo per i giovani
d'oggi per fare un po' di conoscenze, o, meglio, di
“beccare”. In linea di massima, questo è il motivo
principale. Se si vuoi sentire anche della buona
musica il discorso si complica, in genere è meglio
lasciar perdere. A Roma c’è il Titan e a Milano,
però solo un giorno alla settimana, il 2001 Odissey.
Lì potrete sfrenarvi con poca spesa, conoscere chi
volete e ascoltare Lou Reed e Patti Smith fino alle
due di notte. Se invece preferite la solita
discoteca: occhio, perché correte molti rischi.
Potreste perdere la ragazza con cui uscite o
trovarvi abbracciati a un impiegato di Banca in
stivali e hot-pants, o entrare in un cesso e
sballarvi solo respirando.
Per capire meglio la
situazione Disco bisognerà conoscere la fauna
locale, quindi, divideremo i “disco-fans by night”
in cinque categorie:
1 - Frikkettoni: Li conoscete tutti, con le loro
divise, i loro inconfondibili atteggiamenti e, in
fondo, i loro giri chiusi (anche perché non esistono
in geometria circoli aperti). Nella stramaggioranza
ricusano le discoteche e vanno a “scoppiarsi” nei
loro ritrovi tutti uguali a dire sempre le stesse
cose. Reperibili in gran quantità in posti tipo
Macondo (il meno squallido e più divertente anche se
ora è inquinato dai “mistici”), Out-Off, Lepre di
Marzo, Punto Rosso, pei fare il caso di Milano, dove
almeno la musica è buona.
2 - Fighettoni: Si giudicano un'elite, sono sempre
vestiti con accurato casual. Riconoscibili dai
capelli, in genere acciottolati, dalle ragazze
impeccabili parcheggiate sui motorini, dai discorsi
scontati e improbabili, dall'occhio vitreo e «vissuto
».
3 - Borghesi intimisti: Sempre accoppiati con donne
insignificanti, cercano le luci soffuse e i lenti.
Si sposano presto e sono in via di estinzione.
A - Estrosi: Sono il giro-pilota della città
notturna, Vestiti sempre assurdamente, non si sa
cosa facciano di giorno, si divertono sempre,
decidono il posto più « fico », dicono di non avere
mai soldi ma si permettono tutto. Si abbracciano tra
loro con affetto anche se non sì conoscono. È
evidente che una categoria così invidiabile sia
sommersa dagli imitatori, abbiamo così alcuni sotto-prodotti:
a) marchettari, che si “danno” e “la danno” per
sostenere un ritmo di vita troppo impegnativo e
dispendioso. Vengono in genere dalla periferia;
b) commessi, che si fanno il mazzo sei giorni alla
settimana per poter spendere tutto in sei ore;
e) impiegati assatanati: individui dalla doppia
identità, che al sabato si trasformano, tentando di
entrare nel giro “estroso”, ma vengono sempre
smascherati perché le donne non li cagano.
5 - Bozzi, o peggio: Si aggirano in gruppi di sette,
otto esemplari maschi e sono i nemici dei gestori
dei locali in che li temono accusandoli di essere
attaccabrighe, violenti, rumorosi... Vengono
allontanati con vari mezzi come “l'entrata per
accoppiati” che li esclude subito, o l'entrata “con
tessere”.
Non ho considerato la categoria omosessuali dato che
sono presenti in tutte. Interessante notare come
essere gay vada molto di moda. Si notano di
conseguenza molti omosessuali finti, che fanno i
diversi col solo fine di beccare e di attirare
l'attenzione. A questi auguro solo di scontrarsi con
un gay vero e grosso mentre si trovano nella
toilette di un locale.
(Enrico Ruggeri, cantante de! gruppo rock
Decibel)