EDWIN STARR
: Un altro grande della musica Soul, dalla voce rocciosa ed inimitabile, il quale
sul calare degli anni Settanta, fra il 1977 ed il 1980, ha dato un contributo di
altro profilo qualitativo alla disco, che in quegli anni, particolarmente dopo
la “Saturday Night Fever”, iniziava a passeggiare sui carboni ardenti, bruciando
e dissipando quanto di buono era stato fatto prima, abbandonandosi alla deriva
in acque melmose, mosse solo da una certa calligrafica ripetitività di maniera.
Senza voler sminuire la figura di questo portentoso interprete, è, storicamente,
corretto e verificabile, che la sua notorietà non raggiunse mai livelli
eccessivi...
THE
BROTHERS JHONSON: I Fratelli Johnson,
forti di un back-ground soul-jazz, abili nel maneggiare gli strumenti musicali,
decisamente a proprio agio in sala d’incisione, grazie ad una lunga esperienza
come musicisti di studio e turnisti al soldo di artisti di fama planetaria, sono
fautori di una manciata di pezzi disco-funk di “altascuola”, dove l’eleganza
formale si unisce agli arrangiamenti curati e calibrati: suoni sempre morbidi e
felpati, dove l’assolo tende al virtuosismo spontaneo, forte di un corredo
cromosomico di natura jazz-fusion, pochi gli eccessi, mai ridondanti, poca
“disco” nel senso fragoroso del temine, mai eccessivamente “funk”, troppo “in
alto” per captare la cultura della strada ed i ritmi sincopati delle metropoli.
..
ISLEY BROTHERS I Fratelli Isley,
da segnalare assolutamente fra i titoli di testa nella storia della black-music, appartengono a quella ristretta cerchia di artisti dalla pelle d’ebano, che sin
dai primi anni sessanta, riuscirono ad oltrepassare il muro della diffidenza ed
a sfondare quella cortina ferro, imposta dalla “cultura musicale bianca e
dominante”. Come premiata ditta a conduzione familiare, infatti, hanno
accompagnato, provocato e sostenuto, insieme ad altri artisti di caratura
internazionale, la trasformazione del rhythm & blues in soul e funk. La loro
personale bacheca gronda di dischi in metallo prezioso: hanno guadagnato ben 23
dischi d’oro e di platino, in massima parte con album e singoli pubblicati negli
anni compresi tra il 1973 e il 1983. ..
PUNTINE
VELOCI: “Siamo i dieci dee-jay dalla puntina veloce, con lo scretch sopra un
rap, ci riconosci dalla voce!”. Era questo l’urlo di battaglia, di una
nutrita banda di DJs italiani...
ITALIAN
DISCO: 'Gli Italiani non sono stati inferiori ai Tedeschi in quanto a produzioni
disco-dance: sul calare degli anni ’70, il Bel Paese, da Milano a Roma, passando
per Bologna, era un pullulare di produttori e di etichette, pronti a cavalcare
l’onda lunga della musica da discoteca, ormai dilagante e protagonista assoluta
del mercato del vinile...
ROSKO
E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non
si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una
festa Anni ’70...
DISCO
EXTRAORDINAIRE: Sono disponibili le nuove raccolte della serie "Life
Is A Party" (Volume 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8). Contiengono alcune rare versioni come da vinile...
AMERICAN
STYLE: una serie di Jingles in puro stile americano. assai cari alle radio
degli anni '70 ed '80, ma che molto piacciono ancora ai DJs e gli addetti ai
lavori, forse perchè gli USA sono, un punto di riferimento da sempre....
Più volte liquidata con l’epiteto infamante di
musica “superficiale e disimpegnata”, nel corso della propria evoluzione ed
affermazione, la disco-music ha espresso ben altra complessità e articolata
struttura, fatta di sovrapposizioni di stili e legami con fenomeni antecedenti,
talvolta innescando i futuri trends. È vero che la scena soul inglese aiutò a
impostare il modello e gettare le fondamenta della moda disco tra il 1977 e il
1979, fornendo una versione annacquata della musica afroamericana; ma fu solo il
primo passo di un tragitto più lungo. Dalla nascita dell'Europop e della cultura
del collezionismo, passando per lo spettro del fenomeno cult dei mod che
incombeva sulla “Febbre del sabato sera fino” alla nascita dell'Hi-NRG, il Northern Soul, con il suo beat palpitante e l'artificioso riecheggiare della
Motown, gettò una lunga ponte tra la disco e quanto sarebbe avvenuto nel primo
scorcio degli anni ’80. Questo lo scenario: è mezzanotte passata da un pezzo, un
sabato notte/domenica mattina in un locale sciatto, senza licenza, nella zona
spettrale di una piccola città. In una stanza piccola, angusta e claustrofobica,
in penombra, una folla di uomini sudati e drogatissimi esegue piroette e balzi
atletici al ritmo di "Just Look What ìfou've Done", un pezzo Motown sincopato di
Erenda Holloway. Il pubblico sembra risoluto a far testa a tutti i costi, per
uscire dalla quotidianità con fervore fanatico. Mostra la stessa devozione per i
dischi che il dj sta suonando, una serie di pezzi in stile Motown con un ritmo
4/4 martellante e una melodia da crepacuore in crescendo, ma con una
strumentazione precaria che spesso emette suoni simili a un pianto trattenuto.
Sembrerebbe una scena rubata ad una delle tante discoteche underground
newyorkesi dei primi anni settanta. Ma questo fenomeno di “possessione
collettiva su pista” si svolge a migliaia di chilometri di distanza, e molti
anni prima...
In molti ritengono che la disco-music sia un
unico contenitore, fatto di suoni ripetitivi ed identici fra loro. Questa tesi,
largamente diffusa, è facilmente confutabile: in primis è difficile considerare
la “disco” un genere musicale vero e proprio o, almeno un genere unico dai
contorni definiti; inoltre, va detto, che la “musica da discoteca”, a partire
dai primi anni ’70 e fino al 1984, ha maturato tutta una serie di evoluzioni,
mutamenti e cambiamenti, subendo l’influenza di generi e stili musicali
molteplici, ...
Erano gli anni '70 e
chiunque si trovasse a viaggiare lungo le pianure emiliane, puntando verso la
riviera, s'imbatteva, con una certa frequenza, in una miriade di costruzioni
davvero particolare. In effetti, scendendo lungo la via Emilia, fra Parma e
Bologna, disseminate nella campagna, lontane dai centri abitati, si
incontravano, ogni pochi chilometri, grossi edifici anomali rispetto ad ogni
tipologia corrente, e che proprio lo scarto dalla norma rivelava come balere o
discoteche. Cupole troppo vistose per essere rifugi antiatomici, moschee senza
minareto...
VIDEO CLIPS E LIVE SHOW ANNI '70, DIRETTAMENTE DA YOU TUBE
Quando la disco-music furoreggiava sulle piste da ballo, i video-clips, intesi
come oggi li intendiamo, non esistevano, o, comunque, l'idea di associare musica
ed immagini non era ancora diventata una consuetudine, forse neppure un’esigenza
dell’industria discografica: bisognerà attendere i primi anni '80 per assistere
all'esplosione del “video” inteso come alleato del “disco”, talvolta
complementare, altre volte, addirittura, più efficace del supporto musicale
stesso. Grazie a You Tube, pescando nel "caos della rete", abbiamo selezionato
decine di piccoli filmati, in cui è possibile vedere, oltre che sentire, molti
dei protagonisti del mitico disco-decennio. Si tratta in massima parte di
frammenti di esibizioni live o di rudimentali video-clips.
E' inutile nascondere che noi adoriamo quella
particolare componente della "disco-Music", denominata "FUNK" o, comunque,
derivata dalla Black-Music afro-mericana,. Le definizioni in questo campo,
sono però del tutto gratuite e fittizie (servono solo ai DJs ed alle
discoteche per darsi un tono), poiché, all'interno del genere "disco", gli
stili e le tendenze si fondono in un vero e proprio "melting-pot"
creativo.
Parlando di “disco-muisic”, nell’accezione più
larga del termine, appare chiaro, ed universalmente acclarato, che
il fenomeno abbia essenzialmente la “pelle d’ebano”. Al principio la
“musica da discoteca” era essenzialmente “roba da neri”, gente per
natura abituata a muoversi ed agitarsi a suon di note...
ANNI '70: VESTITI PER BALLARE:. Da qualche stagione a questa parte, gli artefici
della moda, i cosiddetti stilisti, non hanno saputo o più semplicemente non
hanno potuto resistere al fascino degli Anni ’70. Parliamo di moda, di abiti...
Ecco come sorprendere amici o colleghi DJs,
soprattutto quelli che ripetono sempre la stessa musica. Questa discografia,
sistemata in ordine alfabetico, non vi dice tutto degli anni '70, ma sicuramente
ce n'è abbastanza per ampliare gli orizzonti verso una visione più completa del
fenomeno....
Nel
variegato e frastagliato universo della discografia "disco" degli Anni '70, abbiamo
scelto, anno per anno, quelli che sono risultati i dischi più graditi nelle sale da
ballo. Alcuni di questi brani sono stati molto amati dai DJs più blasonati di
quel periodo, altri trovano ancora largo consenso tra gli appassionati.