The Whole World's Dancing
STRUT YOUR FUNKY STUFF!
Che cavolo è successo? Credo che sia stato l’interrogativo
di molti. Perché di tanta bella musica e di una sterminata
discografia, degli “ANNI 70”, soprattutto in Italia, ci si
ricorda solo di una manciata di pezzi (osservate la lista in
basso)? Le risposte sono innumerevoli. Cerchiamo, però, di
venirne a capo, ma senza voler mettere nessuno alla gogna:
in primis la responsabilità va attribuita alla “Febbre del
Sabato Sera”, che ha anche il merito di aver diffuso
l’abitudine al ballo, stimolato l’evoluzione
tecnico-estetica delle discoteche ed alimentato il consumo
di disco-music. Dopo le “piroettes travoltiane” ed il
febbrile contagio mondiale, la disco non sembrò più la
stessa: negli ultimi due anni del decennio, tra il 1978 ed
il 1980, vi fu una produzione sterminata, di “quantità”, ma
non di “qualità” . Tutti da quel momento, in maniera
particolare, la stampa ed i mass-media in genere,
cominciarono ad occuparsi del fenomeno “disco”, quando il
fenomeno stesso era in fase calante, ossia pronto a "commistionarsi"
con altri generi ed a utilizzare le nuove tecnologie
elettroniche. Come già spiegato in altre sezioni del sito,
dopo i primi anni ottanta, la “dance” rappresenta un’altra
faccenda. Che sia più bella o più creativa, più brutta o
ripetitiva, lasciamo il giudizio ai posteri! Di certo, da un
determinato punto in avanti, la musica da discoteca, per
sonorità ed “humus creativo”, diventa un affare del tutto
differente. Detto in soldoni, quanto accade dopo il 1979,
con l’affermazione del “febbrile travoltismo” e dello
“sbiancamento” dei suoni operato dai fratelli Gibb
(Bee-Gees), getta una specie di ombra su ciò che si era
sviluppato, musicalmente parlando, prima del 1978,
occultandone la memoria e la validità stessa. Se date ancora
un’occhiata alla lista in basso, vi accorgete che quasi
tutte le canzoni (alcune straordinarie ed innovative) sono
contemporanee o successive alla “Saturday Night Fever”.
Improvvisamente, nessuno si ricorda più, salvo qualche rara
eccezione, di quanto era successo fra il 1973 ed il 1978.
Lasciamo da parte, alcuni cultori, studiosi, professionisti
della consolle che hanno mantenuto sempre una cetra
“contabilità musicale”, nella stragrande maggioranza dei
casi, l’oblio per il periodo più vitale e creativo della
disco-music (1974-1977) è totale. Un altro fattore non
trascurabile ruota intorno alla figura del DJ. Dovunque,
forse anche negli USA, ma in Italia ed in Europa, nella
prima parte degli anni 70, il mestiere del disc-jockey non è
dissimile da quello di un cameriere o di un barista. Questa
indefinita figura era preposta a servire, in maniera quasi
automatica, una sequenza di dischi, piuttosto che coctails o
drinks ed ancora assai lontana dall’assumere i tratti del
professionismo. All’epoca, fatta qualche eccezione, a
“mettere i dischi” nei locali da ballo erano gli stessi
proprietari, i figli, i nipoti o qualche amico di famiglia.
Ipso facto nel mondo dell’etere privato, dove il caos e
l’improvvisazione regnavano sovrani. Tutto ciò, poiché
l’atto di mettere o di presentare dei dischi in discoteca o
in radio non costituiva ancora un mestiere e, sovente, si
basava sul mero volontariato. Esiste un’intera generazione
di “mettitori di dischi”, alcuni anche bravi, almeno così
sembravano, passata a miglior cose. Tempo addietro, ho
incontrato due vecchi DJs dell’epoca, adesso quasi
cinquantenni: uno fa il piastrellista, l’altro il
rappresentante di commercio. Di quel periodo, ricordano non
la musica, ma solo le ragazze rimorchiate per il fatto di
essere stati in consolle. La figura del DJ, con il suo
corredo personale di dischi e le colorate valigette, gli "slipmaps"
e le puntine da gara, era ancora lungi da venire: in genere
i dischi erano acquistati dai proprietari delle discoteche,
i quali, sovente, preparavano al DJ una vera e propria
scaletta, o , comunque, davano indicazioni ben precise sul
da farsi. Il Discc-jockey era soltanto una manovale della
consolle: niente creatività, stranezze o alchimie tecniche,
del resto non esistevano neppure gli strumenti. Se qualche
volta, per un qualunque motivo, la pista si svuotava, il
povero e malcapitato "mettitore di dischi" si prendeva anche
qualche raffica di improperi da parte del titolare del
locale. Ecco un altro dei motivi per cui, anche certa
“stampa specializzata” e taluni pseudo-addetti ai lavori
hanno fatto in modo che si gettassero alle ortiche le
avvolgenti "discosinfonie" del Philly Sound, certi artisti
della Motown, la scuola disco di Miami, la produzione della
Stax, dell’Atlantic, dlla Salsoul e di altre etichette
minori, contrassegnate da alcuni indimenticabili marchi;
“Soul Explosion”, “Special Sound”, Discoteque Special”, “Weateque”,
legate al primigenio stile disco-funk di matrice
soul-jazz-blues. Ultimo fattore, ma non meno importante, una
nuova ed incalzante generazione di DJs, tra cui anche
validissimi professionisti, nata dopo il 1979 e, certamente,
più interessata ai fenomeni recenti (della propria epoca) e
ad alcune etichette discografiche come la Casablanca, la
Derby, l’Ariola, l’Arista, la Durium o le italianissime
Goody Music e Full Time, importantissime, ma, sicuramente,
meno nobili per estrazione musicale. In queste nuove scuole
di disco-pensiero, perlopiù in Europa, si compensa la
carenza di idee con un raddoppio delle ritmiche, la
velocizzazione delle battute ed l'uso dei primi effetti
elettronici. Già dai primi anni ottanta, il ricorso ai
rifacimenti, le cosiddette covers, ed ai remixes diventa una
pratica abituale. Ma veniamo al dettaglio: nella lista in
basso ci sono alcuni piccoli capolavori come “Le Freak degli
Chic”, dove la ritmica ed il gioco di basso restano ancora
innovativi ed inimitabili. Avete mai sentito, però, delle
"robe" più brutte di “YMCA dei Village People” o “Born to Be
Alive di Patrick Hernandez”? (non è vero, sono bellissime,
ci hanno consentito di riempire le piste e, magari,, fatto
guadagnare la simpatia di qualche discinta tersicorea.) Sono
due canzoncine modello Zecchino d’Oro con una base dance,
eppure godono di una fortuna sproporzionata.
I TOP 20 (IMMARCESCIBILI)
01. I Will Survive - Gloria Gaynor
02. YMCA - The Village People
03. Stay in Alive - The Bee Gees
04. That's The Way I Like It - KC & Sunshine Band
05. LeFreak- Chic
06. Ladies Night – Kool & The gang
07. Don’t leave me e This Way - Thelma Houston
08. I Feel Love - Donna Summer
09. You Make Me Feel (Mighty Real) - Sylvester
10. We Are Family - Sister Sledge
11. Got to Be Real - Cheryl Lynn
12. Born to Be Alive - Patrick Hernandez
13. Disco Inferno - The Trammps
14. Boogie Wonderland- Earth Wind and Fire
15. Funky town – Lipps Inc.
16. I Love America - Patrick Juvet
17. Rappers Delight – Sugarhill Gang
18. Dont Stop 'Til You Get Enough - Mi. Jackson
19. Let’s All Chant – Michael Zagar Band
20. Don't let me be misanderstood – Santa Esmeralda
.
DISCO MUSIC
"HALL OF FAME"
ANTESIGANI
Jerry Butler
James Brown
McFadden & Whitehead
Bar-Kays
The Four Tops
The Commodores
The O'Jays
Marvin Gaye
Funkadelic-Parliament
Lou Rawls
Isaac Hayes
Jackson Five
Aretha Franklyn
Quincy Jones
Curtis Mayfield
Harold Melvin & The Blue Notes
Isley Brothers
Billy Preston
Ike and Tina Turner
Smokey Robinson
Diana Ross
Lamont Dozier
Sly and The Family Stone
Rufus Thomas
KC & The Sunshine Band
The Tamptations
Joe Tex
The Fatback Band
Barry White & Love Unlimited
War
Rinder & Lewis
Chi-Lites
Edwin Starr
Silver Convention
The Trammps
Denise Lasalle
Stevie Wonder
PROTAGONISTI
Bee Gees
Meco Monardo
Rockets
Boney M
Graces Jones
Donna Summer
Chic
Jean Marc Cerrone
Amanda Lear
Van Mc Coy
Gloria Gaynor
Amii Stewart
Sylvester
Ian Dury
The Village People
Sister Sledge
Patrick Juvet
Claudja Barry
DC LaRue
Bob Mc Gilpin
Patrick Hernandez
Ronnie Jones
Giorgio Moroder
Thelma Houston
Michael Zager Band
Andy Gibb
Peaches & Herb
Salsoul Orchestra
Dee D. Jackson
Roberta Kelly
The Ritchie Family
Kool And The Gang
Bumblebee Unlimiited
Blondie
Shalamar
Tina Charles
Tavares
ARTEFICI
Ashford & Simpson
George McCrae
MFSB
Loleatta Halloway
Alec R. Costandinos
Rick James
Rufus and Chaka Kaan
Spinners
Brothers Johnson
Hamilton Bohannon
Eunir Deodato
The Gap Band
Instant Funk
Manu Dibango
B.T. Express
Johnny "Guitar" Watson
Jimmy Castor Bunch
Hot Chocolate
Prince
Timmy Thomas
Rose Royce
Cameo
The Whispers
Teddy Pendergrass
Brass Construction
T-Connection
Crown Heights Affair
Al Houdson /One Way
Ohio Players
George Benson
Lionel Richie
Patrick Adams
Biddu Orchestra
Narada Michael Walden
Earth, Wind & Fire
Frist Choice
INEVITABILI
Stephanie Mills
Delegation
Sugarhill Gang
Melba Moore
Peter Jaques Band
Anita Ward
Patrick Cowley
Billy Ocean
Theo Vaness
Ray Parker jr and Raydio
Pattie Brooks
Change
Andrea True Connection
Easy Going
Gino Soccio
The Real Thing
Madleen Kane
Sheila and B.Devotion
Dan Hartman
A Taste Of Honey
Boys Town Gang
Musique
Linda Clifford
D.D. Sound
Gibson Brothers
Imagination
Mike Theodore Orchestra
Carool Douglas
Eruption
Santa Esmeralda
Al Jarreau
Peter Tosh
Baccara
Alicia Bridges
Visage
Gepy & Gepy