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MFSB
I pezzi strumentali, per
anni usati anche come B-side dei 45 giri, non sono certamente un’invenzione dell’attuale
dance-music. Sin dagli albori, numerosi artisti si cimentarono con successo in
più o meno estesi brani orchestrali: cerano musicisti di colore come Isaak Hayes e
Curtis Mayfield, ma anche compositori bianchi, quali Burt Bacharach, James Last
ed Eumir Deodato. Si pensi che nel 1974, “Love's Theme”, orchestrata dal geniale Barry White, con i suoi stucchevoli violini, un ritmo non velocissimo, morbido,
cadenzato e una melodia vellutata, faceva impazzire i giovani dell’epoca. Oggi,
sembrerebbe impossibile che uno strumentale, con tali caratteristiche, potesse
diventare un successo in discoteca, eppure, “Love's Theme” è considerato come
uno dei punti di riferimento per comprendere il debutto della “disco-music” sulla
scena. Infatti, all'inizio degli anni '70, si assiste ad un vistoso mutamento
della musica nera. Si affermano gli arrangiamenti orchestrali, i climi si fanno
più morbidi e leggeri, quale conseguenza di un benessere fino ad allora
sconosciuto, che cominciava ad assopire le istanze di protesta sociale della
gente di colore, captando quel clima di ottimismo e di possibile miglioramento
economico post-Watergate. MSFB significa madre, padre, sorella e fratello, ma il
noto programma "Soul Train" li ribattezzò subito "Mother Fucking Son Of Bitch"
(Figli di puttana scopamamma). Fu proprio
questa nutrita band di una cinquantina di elementi, la Mother Father Sister &
Brother, che nel ‘74 fece conoscere a tutti quale fosse il suono che avevano in
mente i produttori e compositori Kenneth Gamble e Leon Huff, tenutari della
famosissima Philadelphia International ed artefici di innumerevoli successi per
artisti della caratura di Billy Paul e Harold Melvin and the Blue Notes.
L'originalità delle loro composizioni consisteva nel saper abbinare un'intera
orchestra con ottoni ed archi ai ritmi più immediati e ballabili della “disco”,
dando origine ad un vero e proprio stile musicale, chiamato Philly Sound, o “The
Sound of Philadelphia”, decisamente in antitesi col il Detroit-Sound della
Motown, improntato su parossistici ritmi africani di basso e batteria. Dietro a questi successi, si celavano spesso
strumentisti formatisi al Philadelphia's Sigma Sound Studios. Il centro
propulsore degli MFSB furono il bassista Ronnie Baker, il batterista Earl Young
ed i chitarristi Norman Harris e Bobby Elis, già membri originari dei Trammps.
Il loro album di debutto risale al 1973. Le caratteristiche “sonore” proprie di
questo gruppo sono facilmente enucleabili da “strumentaloni” come "Love Is The
Message" e "T.S.O.P. (The Sound Of Philadelphia)". Così, mentre il rhythm'n'blues
evolveva verso il funky,, a Philadelphia, i MFSB legittimavano l’importanza del
Philly Sound sotto l’abile regia di Gamble e Huff, attivi fin dalla metà degli
anni '60. In quegli anni, di certo non facili, i due avevano iniziato a
sperimentare le soluzioni sonore che, dieci anni dopo, sarebbero state alla base
del tipico Philly Sound. L'uso dell'orchestra sposata perfettamente alla
ritmica, gli arrangiamenti sofisticati, la grande dinamica, la melodia
accattivante, caratterizzarono i prodotti della celebre etichetta,
peraltro “market-leader” nei i primi anni della “disco”. Le teste di
sfondamento di questa orda, che invase le piste da ballo del Pianeta, furono Billy Paul e Teddy Pendergrass come solisti, gli O'Jays, le Three Degrees e i
Blue Notes di Harold Melvin come gruppi, ma soprattutto una house band che
collaborava alle incisioni di tutti. Fu proprio questa nutrita compagnia si
suonatori, costituita da
una cinquantina di elementi, la Mother Father Sister & Brother (MFSB), che, nel
'74, impose all'attenzione di DJs e danzatori il Philly Sound, portando ai primi posti delle classifiche un singolo dal titolo programmatico: TSOP, ossia “The sound of Philadelphia”: il successo fu planetario. Seguirono
altri album, per l’esattezza, sette, ancora oggi oggetto di culto fra i maniaci
del vinile. Alcuni sono introvabili.
Discografia Consigliata
MFSB (Philadelphia International 1973)
Love Is The Message (Philadelphia International 1974)
Universal Love (Philadelphia international 1975)
Philadelphia Freedom! (Philadelphia International 1975)
Summertime (Philadelphia International 1976)
The End Of Phase 1 (Philadelphia International 1977)
The Gamble-Huff Orchestra (Philadelphia International 1979)
Mysteries Of The World (Philadelphia International 1981)
Archivio
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