PLAY THE RADIO   

  DISCO & FUNK INFO

 

  MOTOWN: QUANDO LA DANCE SI CHIAMAVA SOUL! (Antagonismo e similitudine con il Memphis sound). Nel momento in cui gli anni '50 rifluirono nei '60...

Continua

  REGGAE: L'ALTRA FACCIA SCURA DEL BALLO. Nella seconda metà degli anni ’70, con l’esplosione mondiale della “disco-music”, cominciano a far capolino tra le scalette dei DJs da discoteca, anche i successi reggae...

Continua

 R&B E DINTORNI:  Nel variegato e frastagliato universo della discografia mondiale degli ultimi anni si assiste ad una tendenza, ossia il voler inglobare all’interno di una stessa “definizione” artisti, produttori, musicisti e bands, che pur con talune similitudini, hanno differenti caratteristiche e propositi e non solo per esigenza di catalogo...

Continua

  ROSKO E I SUOI FRATELLI: IL ROCK DA DISCOTECA . E' superfluo dirlo: il primo rock non si scorda mai! Lo si può constatare in una qualsiasi discoteca, durante una festa Anni ’70...

Continua

  WELCOME TO "ONE NATION UNDER A GROOVE"

   MFSB

I pezzi strumentali, per anni usati anche come B-side dei 45 giri,  non sono certamente un’invenzione dell’attuale dance-music. Sin dagli albori, numerosi artisti si cimentarono con successo in più o meno estesi brani orchestrali: cerano musicisti di colore come Isaak Hayes e Curtis Mayfield, ma anche compositori bianchi, quali Burt Bacharach, James Last ed Eumir Deodato. Si pensi che nel 1974, “Love's Theme”, orchestrata dal geniale Barry White, con i suoi stucchevoli violini, un ritmo non velocissimo, morbido, cadenzato e una melodia vellutata, faceva impazzire i giovani dell’epoca. Oggi, sembrerebbe impossibile che uno strumentale, con tali caratteristiche, potesse diventare un successo in discoteca, eppure, “Love's Theme” è considerato come uno dei punti di riferimento per comprendere il debutto della “disco-music” sulla scena. Infatti, all'inizio degli anni '70, si assiste ad un vistoso mutamento della musica nera. Si affermano gli arrangiamenti orchestrali, i climi si fanno più morbidi e leggeri, quale conseguenza di un benessere fino ad allora sconosciuto, che cominciava ad assopire le istanze di protesta sociale della gente di colore, captando quel clima di ottimismo e di possibile miglioramento economico post-Watergate. MSFB significa madre, padre, sorella e fratello, ma il noto programma "Soul Train" li ribattezzò subito "Mother Fucking Son Of Bitch" (Figli di puttana scopamamma). Fu proprio questa nutrita band di una cinquantina di elementi, la Mother Father Sister & Brother, che nel ‘74 fece conoscere a tutti quale fosse il suono che avevano in mente i produttori e compositori Kenneth Gamble e Leon Huff, tenutari della famosissima Philadelphia International ed artefici di innumerevoli successi per artisti della caratura di Billy Paul e Harold Melvin and the Blue Notes. L'originalità delle loro composizioni consisteva nel saper abbinare un'intera orchestra con ottoni ed archi ai ritmi più immediati e ballabili della “disco”, dando origine ad un vero e proprio stile musicale, chiamato Philly Sound, o “The Sound of Philadelphia”, decisamente in antitesi col il Detroit-Sound della Motown, improntato su  parossistici ritmi africani di basso e batteria. Dietro a questi successi, si celavano spesso strumentisti formatisi al Philadelphia's Sigma Sound Studios. Il centro propulsore degli MFSB furono il bassista Ronnie Baker, il batterista Earl Young ed i chitarristi Norman Harris e Bobby Elis, già membri originari dei Trammps. Il loro album di debutto risale al 1973. Le caratteristiche “sonore” proprie di questo gruppo sono facilmente enucleabili da “strumentaloni” come "Love Is The Message" e "T.S.O.P. (The Sound Of Philadelphia)". Così, mentre il rhythm'n'blues evolveva verso il funky,, a Philadelphia, i MFSB legittimavano l’importanza del Philly Sound sotto l’abile regia di Gamble e Huff, attivi fin dalla metà degli anni '60. In quegli anni, di certo non facili, i due avevano iniziato a sperimentare le soluzioni sonore che, dieci anni dopo, sarebbero state alla base del tipico Philly Sound. L'uso dell'orchestra sposata perfettamente alla ritmica, gli arrangiamenti sofisticati, la grande dinamica, la melodia accattivante, caratterizzarono i prodotti della celebre etichetta, peraltro “market-leader” nei i primi anni della “disco”.  Le teste di sfondamento di questa orda, che invase le piste da ballo del Pianeta, furono Billy Paul e Teddy Pendergrass come solisti, gli O'Jays, le Three Degrees e i Blue Notes di Harold Melvin come gruppi, ma soprattutto una house band che collaborava alle incisioni di tutti. Fu proprio questa nutrita compagnia si suonatori, costituita da una cinquantina di elementi,  la Mother Father Sister & Brother (MFSB), che, nel '74, impose all'attenzione di DJs e danzatori il Philly Sound, portando  ai primi posti delle classifiche un singolo dal titolo programmatico: TSOP, ossia “The sound of Philadelphia”: il successo fu planetario. Seguirono altri album, per l’esattezza, sette, ancora oggi oggetto di culto fra i maniaci del vinile. Alcuni sono introvabili.

Discografia Consigliata

MFSB (Philadelphia International 1973)
Love Is The Message (Philadelphia International 1974)
Universal Love (Philadelphia international 1975)
Philadelphia Freedom! (Philadelphia International 1975)
Summertime (Philadelphia International 1976)
The End Of Phase 1 (Philadelphia International 1977)
The Gamble-Huff Orchestra (Philadelphia International 1979)
Mysteries Of The World (Philadelphia International 1981)

Archivio


ALL RIGHTS RESERVED ©2000/2007 ADVNEWS.com