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KC
& THE SUNSHINE BAND
Miami, capitale della
Florida, la città più a Sud degli Stati Uniti, un crogiolo di razze, un
intreccio di stili musicali. Miami negli anni ’70 rappresentava un perfetto
crocevia tra i ritmi caraibici, le sonorità calde della musica soul ed il rock
“sudista” impregnato di blues. In questa città al “lime dei Carabi”, si sviluppò
una delle più importanti correnti della “disco”, il cosiddetto “Miami-Sound”,
nel cui stampo era possibile rintracciare sonorità morbide, ritmiche a tratti “reggaeggianti”,
intrecci vocali suadenti ed ipnotici al contempo, luogo ideale dell’incontro tra
il funk urbano ed il calypso da bagnaciuga. Tra i principali alfieri del
“Miami-Sound” sono da segnalare nei titoli di testa i KC & The Sunhine Band,
formazione di portata mondiale, caratterizzata dalla forte personalità del
leader-front-man bianco. Infatti, la sigla “K C” altro non è che la espressione fonetica
del suo cognome, ossia Casey (Harry Wayne). I K.C. & The Sunshine Band
rappresentano, non solo lo stile “Miami”, ma un costituente fondamentale per
capire la storia della disco-muisc in una delle sue manifestazioni più “nobili”.
Mentre lo stile “Detroit”, con la Motown, stentava a liberarsi dal “formato
canzonetta”, a partire dalla prima metà degli anni ’70, i KC & The Sunhine Band
, grazie alle larghe vedute della TK Records, modellarono, a propria immagine e
somiglianza, una nuova maniera fare musica da ballo, combinando elementi rock e
ritmi antilliani, guadagnando sul terreno del funk, rispetto alla “sinfonica
disco” disseminata dal “Philly-Sound” e portando sulle “dance-floor” la tipica
allegria e la canterina spensieratezza delle popolazioni centro-americane
limitrofe. Questi ingredienti di facile consumo e digeribilità permisero loro di
inanellare una impressionante serie di successi di caratura mondiale. Harry
Wayne Casey, il leader, lavorava inizialmente come commesso in un negozio di
dischi della Florida, dove aveva l’opportunità di ascoltare tutto il materiale
discografico pubblicato ed affinare il proprio gusto e la sua grande passione
per la musica. Non a caso, quando usciva dal lavoro, si precipitava in uno
studio di registrazione situato nelle vicinanze, dove spesso esercitava la sua
vena compositiva. In una di queste occasioni, il destino gli mise sulla strada
Richard Finch, con cui cominciò a scrivere musica e canzoni per conto terzi. Nel
1974, a quattro mani, composero "Rock Your Baby" per la vellutata ugola di
George McCrae, successo mondiale, a tutt’oggi, considerato come un precursore
“disco-music”. La credibilità acquisita con “Rock Your Baby”, gli valse un
contratto con la TK Records e l’opportunità di dare vita ad una propria
formazione i KC & The Sunshine Band, con Jerome Smith (chitarra), Robert Johnson
(batteria) e Fermin Goytisolo (congas). I primi due singoli "Sound Your Funky
Horn" e "Queen Of Clubs", imperniati su una sezione fiati ripetitiva e
scanzonata, vennero molto apprezzati in Inghilterra, in Germania ed in altri
paese europei, Italia compresa, ma non altrettanto negli USA, ancora molto
legati alla tradizione “soul”. Il 1975, fu un anno di grazia ed il successo gli
arrise anche in patria: dapprima con "Get Down Tonight" ed, in seguito, con l’evergreen
"That's The Way (I Like It)", che nel novembre di quell’anno si accovacciò sulla
cruna delle Charts statunitensi, rimanendo al numero uno per diverse settimane.
Perfino il testo, che descrive un atto sessuale, concorse all’enorme successo
del brano. Nell’estate del 1976, i KC & The Sunhine Band campeggiano nuovamente
nelle classifiche e la fanno da padroni in discoteca con "Shake Your Booty". La
scalata ad una fama imperitura, ma oramai acquisita, prosegue con un'ennesima
hit "I'm Your Boogie Man", brano inarrestabile ed accattivante, con un testo
ambiguo, teso a sottolineare l’abilità sessuale del leader Casey; seguì, quindi,
"Keep It Comin' Love", il cui “riff” chitarristico ispirò, più tardi, artisti
della caratura di Nile Rodgers (Chic) , David Bowie e Prince (in "Alphabet
City", 1988). La consacrazione definitiva avvenne con il coinvolgimento nella
colonna sonora di "Saturday Night Fever", quale implicito riconoscimento alla
loro nomea di famigerati creatori “disco” a presa rapida. Il 1979, dopo aver
dato tanto fiato agli ottoni si concedono una pausa romantica con la morbida "Please
Don't Go": ancora un numero uno.. Negli anni seguenti, il gruppo tentò altre
commistioni, attraverso nuovi arrangiamenti, il cui risultato è alquanto
evidente in "Let's Go Rock'n'Roll" e in "Give It Up", editati con la Epic. Un
particolare curioso: la Epic si rifiutò di pubblicare negli States “Give It Up,
rilasciato, qualche tempo più tardi, grazie alla creazione, da parte dei KC, di
una etichetta indipendente. Negli anni 90, l’epilogo di una sfavillante carriera
con "The Game Of Love". La loro personale bacheca vanta 3 Grammy Awards (9
nominations), svariati dischi d’oro e numerosi tour in giro per il mondo. I KC &
The Sunshine Band non possono essere ricordati come musicisti impegnati e legati
a tematiche sociali, come altri illustri colleghi. Il quella loro mistura di
“pseudo-funk strombazzato”, ritmiche cadenzate e melodie sempre orecchiabili,
c’era sempre un’aria di festa capace di dilagare e contagiare torme di ballerini
di ogni età. Non a caso, alcune loro canzoni trovano ancora posto nelle
selezioni di molti DJs.
Discografia Consigliata
Do It Good (1974)
The Sound of Sunshine (1975)
Part 3 (1976)
Who Do Ya Love (1978)
Do You Wanna Go Party (1979)
Space Cadet (1981)
The Painter (1981)
All in a Night's Work (1982)
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